Circolare n. 40/2026

Rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni e dei terreni. Requisiti – Procedura – Perfezionamento

La presente circolare illustra la disciplina prevista dagli artt. 5 e 7 della L. 28.12.2001 n. 448, in materia di rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni (quotate e non quotate) e dei terreni ai fini della determinazione dei redditi diversi ex artt. 67 e 68 del TUIR.

A decorrere dal 1° gennaio 2025, l’istituto è stato introdotto “a regime” dall’art. 1 c. 3della L. 30 dicembre 2024 n. 207 (Legge di bilancio 2025), senza necessità di ulteriori proroghe legislative.

Rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni

Per le quote e le azioni possedute al 1° gennaio di ciascun anno, la norma consente a persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutare il costo o valore di acquisto, rilevante ai fini delle plusvalenze imponibili ex art. 67 co. 1 lett. c) e c-bis) del TUIR, attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva entro il 30 novembre del medesimo anno.

Costituiscono partecipazioni rivalutabili ai sensi dell’art. 5 della L. 448/2001:

  • le partecipazioni rappresentate da titoli (azioni);
  • le quote di partecipazione al capitale o al patrimonio di società non rappresentate da titoli (quote di S.r.l. o di società di persone);
  • i diritti o i titoli attraverso cui possono essere acquisite le predette partecipazioni (ad esempio diritti di opzione, warrant, obbligazioni convertibili in azioni).

Inoltre, il regime in oggetto può riguardare anche le partecipazioni in una società semplice o in una società estera.

Per approfondimenti sulle novità in materia fiscale e agevolata si invitano i clienti a leggere la circolare dello studio.

 

Circolare n. 39/2026

Rottamazione-quinquies degli Enti locali

L’art. 10-quinquies del DL 38/2026 ha previsto la possibilità, per gli enti territoriali che riscuotono i ruoli avvalendosi dell’Agente della Riscossione, di deliberare l’accesso alla c.d. “Rottamazione-quinquies” di cui all’art. 1 co. 82 – 100 della L. 30.12.2025 n. 199 (legge di bilancio 2026) per i carichi 2000-2023.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha pubblicato sul proprio sito istituzionale l’elenco delle Regioni e degli enti locali che hanno aderito, tramite delibera consiliare, alla definizione.

Per i contribuenti è possibile verificare i carichi rottamabili eventualmente in essere, per il periodo 2000-2023, accedendo al servizio informativo dell’Agente della Riscossione. In caso di adesione alla rottamazione la domanda deve essere trasmessa tra il 16.10.2026 e il 15.12.2026. Le somme dovute (o la prima rata) andranno pagate entro il 31.3.2027.

Ambito applicativo

I carichi oggetto di rottamazione dei ruoli devono scaturire da:

  • debiti di natura tributaria (tassa automobilistica, IMU, TARI, canone unico patrimoniale etc.);
  • debiti di natura non tributaria, ad esclusione di quelli derivanti da condanna della Corte dei Conti (sanzioni del codice della strada, rette scolastiche, altre tariffe).

La rottamazione riguarda i carichi consegnati fra il 2000 e il 2023 riscossi mediante l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Non sono interessati, invece, i tributi locali gestiti in proprio tramite riscossione diretta o affidati a concessionari privati, per i quali la legge di bilancio 2026 ha disposto una diversa definizione agevolata che presuppone comunque la delibera dell’ente.

 

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Circolare n. 38/2026

Imprese energivore e gasivore – Dichiarazioni per l’annualità 2027 entro il 16 novembre

Sono aperti i portali della Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) per la presentazione delle dichiarazioni necessarie all’iscrizione negli elenchi delle imprese a forte consumo di energia elettrica e di gas naturale, rispettivamente per le imprese cosiddette elettrivore e gasivore.

Si tratta di una procedura ricorrente, da rinnovare per ciascuna annualità per la quale si intende accedere alle agevolazioni. Anche le imprese già iscritte negli anni precedenti devono quindi presentare una nuova dichiarazione per il 2027, qualora siano interessate a beneficiare delle relative misure e possiedano i requisiti richiesti.

Imprese a forte consumo di energia elettrica (elettrivore)
Le agevolazioni per le imprese elettrivore sono disciplinate dall’art. 3 del D.L. n. 131/2023 e dalla relativa normativa attuativa. Il meccanismo prevede una riduzione degli oneri generali di sistema applicati alla fornitura di energia elettrica, secondo le condizioni e le aliquote previste per le diverse categorie di imprese ammesse.
La presentazione della dichiarazione è gestita dalla CSEA attraverso il portale dedicato, accessibile all’indirizzo energivori.csea.it, secondo le modalità indicate nella circolare CSEA n. 47/2026/ELT.
Possono presentare domanda le imprese in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, che riguardano, tra l’altro, i consumi energetici e le caratteristiche dell’attività svolta.

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Circolare n. 37/2026

Esenzione imposta di bollo DL 17.9.2026 n. 162

Il DL 17.9.2026 n. 162, pubblicato sulla G.U. 17.9.2026 n. 216, ha introdotto alcune no­­vità in materia fiscale, tra cui l’esenzione, per il 2027, dal pagamento dell’imposta di bollo per autovetture fino a 80 KW, motocicli e ciclomotori.

Di seguito si analizzano le novità contenute nel DL 17.9.2026 n. 162.

Credito d’imposta per il carburante del settore autotrasporto – Estensione al mese di ottobre 2026

L’art. 1 co. 4 del DL 162/2026 ha esteso al mese di ottobre 2026 l’ambito applicativo del credito d’imposta per il carburante del settore autotrasporto ex art. 3 del DL 33/2026. A tal fine, le risorse stanziate sono incrementate di 21,2 milioni per l’anno 2026.

Bollo auto – Esenzione nel 2027 per autovetture fino a 80 Kw, motocicli e ciclomotori

Per l’anno 2027, l’art. 2 del DL 162/2026 ha introdotto, a favore delle persone fisiche, l’esenzione dalla tassa automobilistica (o bollo auto) relativa a un solo veicolo regolarmente assicurato (riconducibile a determinate tipologie).

Soggetti passivi e determinazione del bollo auto

A titolo di premessa, si richiamano i soggetti passivi e le modalità di determinazione del bollo auto.

La tassa automobilistica è un tributo di competenza delle Regioni (e delle Province autonome di Trento e Bolzano).

 

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Circolare n. 36/2026

Concordato preventivo biennale – Regime del ravvedimento 2020-2023

Per incentivare il rinnovo del concordato preventivo per il biennio 2026-2027, l’art. 29 del D.Lgs. 7.8.2026 n. 148 (c.d. decreto “Omnibus”) ha reintrodotto il regime del ravvedimento per i periodi 2020-2023.

L’adesione a tale istituto consente, previo versamento di un’imposta sostitutiva, il riconoscimento di una limitazione all’attività di accertamento.

Le modalità di esercizio dell’opzione per il regime del ravvedimento verranno individuate con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. Dovranno anche essere individuati i codici tributo per effettuare i versamenti dell’imposta sostitutiva con F24.

Sebbene, allo stato attuale, non siano ancora disponibili gli strumenti attuativi necessari per accedere alla misura, la sua adesione presuppone che, in precedenza, sia stata effettuata la scelta di rinnovare il CPB.

Ambito soggettivo

Possono beneficiare del regime del ravvedimento per i periodi 2020-2023 i soli soggetti che:

  • rinnovano il CPB per il biennio 2026-2027 entro i termini di legge;
  • sono soggetti agli ISA per i periodi oggetto di sanatoria.

Il regime del ravvedimento si applica, per i soggetti il cui periodo di imposta non coincide con l’anno solare, al periodo di imposta in corso al 31 dicembre di ciascun anno di riferimento.

Rinnovo del CPB 2026-2027

Il regime del ravvedimento per i periodi 2020-2023 è azionabile solo dai soggetti che:

  • avevano optato per il CPB 2024-2025;
  • hanno concluso il biennio concordato (senza cause di cessazione o decadenza);
  • aderiscono a una nuova proposta di CPB 2026-2027.

Ne restano esclusi sia i contribuenti che aderiscono per la prima volta al CPB per il biennio 2026-2027, sia i contribuenti che hanno aderito al CPB 2025-2026, non trattandosi di fattispecie di rinnovo.

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Circolare n. 35/2026

Il concordato preventivo biennale 2026-2027 – Analisi della disciplina aggiornata con il D. Lgs. 7.8.2026 n. 148

Il D. Lgs. 7.8.2026 n. 148 (c.d. decreto “Omnibus”) ha introdotto importanti novità in materia di concordato preventivo biennale (CPB), di cui al Titolo II artt. 6 – 39 del D. Lgs. 12.2.2024 n. 13, applicabili dal biennio 2026-2027.

Le novità interessano, in particolare, le cause di esclusione, cessazione e decadenza dal concordato, il rafforzamento dei benefici del regime premiale ISA e la soppressione della maggiorazione degli acconti in caso di rinnovo.

È stato inoltre reintrodotto il ravvedimento speciale per i periodi d’imposta 2020-2023, riservato ai contribuenti ISA che rinnovano l’adesione al CPB per il biennio 2026-2027, dopo aver aderito al precedente concordato 2024-2025.

Ambito soggettivo

Possono accedere al concordato preventivo biennale 2026-2027 i titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo derivane dall’esercizio di arti e professioni che:

  • applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA);
  • soddisfano le condizioni riportate agli artt. 10 co. 2 e 11 del D. Lgs. 13/2024.

Applicazione degli ISA

Il CPB è azionabile solo dai soggetti che applicano effettivamente gli ISA con riguardo al periodo in cui viene esercitata l’opzione per il concordato. Di conseguenza, l’istituto è precluso se:

  • per l’attività svolta non è stato approvato un ISA;
  • per l’attività svolta è stato approvato un ISA, ma ricorre una causa di esclusione.

In altre parole, per aderire al CPB 2026-2027, occorre essere tenuti ad allegare al modello REDDITI 2026 la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli ISA in assenza di cause di esclusione per il pe­riodo d’imposta 2025.

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Circolare n. 34/2026

CBAM: novità e aggiornamenti sul Carbon Border Adjustment Mechanism

Il 2026 rappresenta il primo anno della fase definitiva del CBAM, ma gli effetti economici legati all’acquisto dei certificati decorreranno dal 2027.

Per gli operatori che importano meno di 50 tonnellate annue di merci soggette al meccanismo è prevista l’esenzione dagli obblighi CBAM, mentre per chi supera o prevede di superare tale soglia assume rilievo lo status di dichiarante CBAM autorizzato.

La prima dichiarazione annuale, relativa alle importazioni effettuate nel 2026, dovrà essere presentata nel 2027 entro il 30 settembre. In vista di tale adempimento, assume particolare importanza la raccolta dei dati sulle emissioni presso i fornitori extra-UE, nonché la possibilità di utilizzare dati effettivi verificati da soggetti accreditati in alternativa ai valori predefiniti.

Il quadro è inoltre destinato a evolvere ulteriormente, alla luce delle proposte di ampliamento del meccanismo ai prodotti a valle e delle ulteriori misure di contrasto all’elusione attualmente oggetto del processo legislativo europeo.

Premessa

Dal 1° gennaio 2026 il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) è entrato nella fase definitiva di applicazione.

Il meccanismo, introdotto dal Regolamento (UE) 2023/956, interessa le importazioni nell’Unione europea di alcune categorie di merci caratterizzate da un’elevata intensità di emissioni di gas a effetto serra (cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, energia elettrica e idrogeno).

La fase transitoria, iniziata il 1° ottobre 2023 e conclusasi il 31 dicembre 2025, prevedeva per gli importatori l’obbligo di presentare dichiarazioni trimestrali relative alle emissioni incorporate nelle merci importate. L’esperienza maturata nel periodo transitorio ha evidenziato rilevanti criticità operative e costi di compliance, determinando un processo di revisione della disciplina da parte della Commissione europea.

Il Regolamento (UE) 2025/2083, pubblicato il 17 ottobre 2025 ed entrato in vigore dal 1° gennaio 2026, ha introdotto importanti misure di semplificazione.

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Circolare n. 33/2026

DLgs. 7.8.2026 n. 148 (c.d. “decreto Omnibus”) – Principali novità (parte 3)

Il D. Lgs. 148/2026 (decreto Omnibus), pubblicato l’11 agosto 2026, ha introdotto diverse novità fiscali entrate in vigore dal 12 agosto 2026.

Di seguito si analizzano le seguenti novità:

– trattamento fiscale dei familiari a carico;

– disciplina fiscale dei differenziali da crediti d’imposta;

– reddito delle Imprese Agricole;

-estensione degli effetti dell’opzione per la tassazione in entrata del TRUST alle imposte ipotecaria e catastale;

– decorrenza degli interessi sulla maggiore imposta di successione liquidata dall’ufficio per dichiarazione incompleta o infedele;

– prescrizioni sull’accertamento e la liquidazione delle imposte ipotecaria e catastale;

– infedeltà del visto di conformità;

– aumento dell’aliquota della ritenuta sui dividendi corrisposti a fondi pensione europei.

Ambito applicativo

Vengono ridefiniti i rapporti tra la disciplina delle detrazioni IRPEF per i familiari fiscalmente a carico e le altre disposizioni che rimandano ai familiari di cui all’art. 12 del TUIR, quali, a titolo di esempio, le deduzioni/detrazioni per oneri e di welfare aziendale, con riferimento ai soggetti diversi dal coniuge e dai figli.

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Circolare n. 32/2026

DLgs. 7.8.2026 n. 148 (c.d. “decreto Omnibus”) – Principali novità (parte 2)

Il D. Lgs. 148/2026 (decreto Omnibus), pubblicato l’11 agosto 2026, ha introdotto diverse novità fiscali entrate in vigore dal 12 agosto 2026.

Di seguito si analizzano le seguenti novità:

– modifiche al concordato preventivo biennale (CPB):

– regime del ravvedimento 2020-2023 collegato al rinnovo del concordato preventivo 2026-2027;

– qualificazione di fini IRAP dell’attività svolta dagli ETS;

– disallineamenti tra Pos e Corrispettivi – Regime sanzionatorio.

Modifiche al concordato preventivo biennale (CPB)

L’art. 28 del DLgs. 148/2026 ha introdotto alcune modifiche alla disciplina del concordato preventivo biennale (CPB), i cui interventi si applicano a decorrere dal biennio d’imposta 2026-2027.

Sono introdotti alcuni incentivi per i contribuenti che, una volta terminato il biennio di CPB, decidono di rinnovare l’adesione per il biennio successivo.

Adesione al CPB in assenza dei requisiti d’accesso

L’adesione al CPB è priva di effetti se espressa in assenza dei requisiti di cui all’art. 10 co. 1 e 2 del DLgs. 13/2024, ossia se il contribuente non applica gli ISA e se risultano debiti per tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate e contributivi di importo superiore a 5.000,00 euro nell’anno antecedente a quelli cui si riferisce la proposta. Viene corrispondentemente soppressa la causa di decadenza dal CPB legata alla carenza dei predetti requisiti.

La previsione del nuovo art. 10 co. 2-bis del DLgs. 13/2024 trova applicazione a decorrere dal concordato preventivo biennale per il biennio 2026-2027.

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Circolare n. 31/2026

D.Lgs. 7.8.2026 n. 148 (c.d. “decreto Omnibus”) – Principali novità (parte 1)

Il D. Lgs. 148/2026 (decreto Omnibus), pubblicato l’11 agosto 2026, ha introdotto diverse novità fiscali entrate in vigore dal 12 agosto 2026.

Di seguito si analizzano le seguenti novità:

– modifiche alla determinazione del FRINGE BENEFIT per le auto in uso promiscuo ai dipendenti;

– deducibilità della svalutazione delle obbligazioni;

– deducibilità dei costi dei piani di stock option;

– ammortamento dei marchi, avviamento e attività immateriali a vita utile indefinita – soggetti IAS/IFRS;

– contributi corrisposti a fronte di costi per studi e ricerche;

– rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni in soggetti residenti in territori a fiscalità privilegiata;

– soggetti assimilati alle Holding Industriali;

– riallineamento dei valori contabili e fiscali;

– riporto delle perdite di impresa;

– revisione alla disciplina dei conferimenti di partecipazioni minusvalenti;

– operazioni INTRA-UE – Riporto delle perdite estere definitive;

– proroga dei termini per l’esercizio della detrazione IVA;

– rendiconto della stabile organizzazione;

– accertamenti sulle componenti di reddito pluriennali;

– società di capitali a ristretta base sociale;

– accertamenti sull’antieconomicità.

Modifiche alla determinazione del FRINGE BENEFIT per le auto in uso promiscuo ai dipendenti

L’art. 2 del D. Lgs. 148/2026 ha modificato la disciplina relativa alla determinazione del valore del fringe benefit per le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti.

Valore del Fringe Benefit

Resta ferma la regola generale di cui all’art. 51 co. 4 lett. a) del TUIR, che prevede di assumere, per gli autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori concessi in uso promiscuo, il 50% dell’importo corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle elaborate dall’ACI, al netto delle somme eventualmente trattenute al dipendente. Tale percentuale è ridotta al:

  • 10% per i veicoli a batteria a trazione esclusivamente elettrica;
  • 20% per i veicoli elettrici ibridi plug in.

Il valore del fringe benefit è incrementato:

  • del 50% dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione;
  • del 5% in presenza di accessori o di allestimenti (c.d. “optional”) dell’auto aziendale non valorizzati nelle tabelle ACI e non direttamente acquistati dal lavoratore.

Decorrenza

Le nuove disposizioni operano dal periodo d’imposta 2026 e si applicano anche ai veicoli concessi nel 2025 che non rientrano nella disciplina transitoria.

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